Mia figlia Public Enemy, di cinque anni, già aveva iniziato un anno fa a porsi interrogativi più che leciti sulla faccenda nascita bambini. Ma perchè io ho un fratellino, ma perchè l'avete fatto, ma come avete fatto a farlo, e via dicendo. Io con molta scioltezza della serie "ammazza che mamma moderna e spigliata che vado spiegando le cose senza troppo irrigidirmi sulla cosa", le avevo raccontato che il fratellino, così come lei stessa primogenita, erano stati creati tramite un atto d'amore tout court, e finiva lì. Grossomodo.
Ma mi aspettavo, ad esser sincera, un secondo round, un rincaro della dose, un inasprirsi della situazione.
E infatti oggi, puntuale, eccola lì.
Questa sera durante la cena, mentre Godzilla vomitava pasta e ceci sulla sua tovaglietta etnica, Public se ne è uscita con la sua solita sfilza di domande.
Punto di partenza: Heidi che beve il latte.
Punto di arrivo: ginepraio della madonna.
"Mamma, è vero che anche Heidi beve il latte a cena come me?"
"Certo, beve latte e mangia formaggio. Il nonno non ha certo tutti i supermercati come noi, dove comprarle altri cibi".
Attimo di silenzio. "Ma perchè Heidi vive solo con il nonno?"
"Perchè la zia che l'aveva cresciuta non poteva più tenerla e quindi la porta dal nonno, che è l'unico parente che ha".
"E la mamma e il papà?"
"Non ci sono. Probabilmente non l'hanno voluta tenere con sè quando è nata".
"Eeeeh? Non l'hanno voluta? E allora perchè l'hanno fatta?"
"Eh, Public... Non so. Magari non ci avevano pensato bene, prima".
"O magari per divertimento, mamma? Si erano divertiti a farla?"
Eh, ecco.Magari anche sì, Public. Magari anche sì.
Ma magari ne parliamo tra qualche anno, eh. Che a cinque anni va bene essere avanti, ma questo è troppo.
Promemoria: La prossima volta ricordarsi di dirle che i genitori sono morti.
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